Premettiamo, per non far nascere
equivoci, confusioni e predatori da sbaraglio …alla Socci (per
intenderci!) che le profezie della Beata non parlano della nostra Chiesa
di oggi, e non riguardano quindi il rapporto tra Benedetto XVI e Papa
Francesco!
Ma parlano di una Chiesa che verrà, e
che potrebbe essere salvata anche dalla tua preghiera. Quindi leggi (è
un diritto conoscere) ma soprattutto prega, con noi, per la Santa Chiesa
di Dio!
Nacque l’8 settembre 1774 nella comunità
di contadini di
Flamschen presso Coesfeld. Nel 1802 entrare nel
monastero di Agnetenberg e prese i voti. Qui ricevette le stigmate, i
cui dolori aveva già sofferto da molto più tempo. La sua vita fu
contraddistinta da una profonda unione con Cristo ed il suo amore per le
persone che cercò sempre di aiutare con la preghiera, con
l’incoraggiamento e il conforto.
Finalmente questa venerabile suora,
mistica, veggente, stigmatizzata del secolo XVIII, è giunta alla fine di
un lungo processo di canonizzazione, durato più di 135 anni, papa
Giovanni Paolo II l’ha scritta nell’albo dei Beati il 3 ottobre 2004.
Anna Catharina Emmerick nacque l’8 settembre 1774 a Flamske bei
Coestfeld (Westfalia, Germania); i suoi genitori Bernardo Emmerick e
Anna Hillers, erano di umile condizione ma buoni cattolici. Da bambina
faceva la pastorella e in questo periodo avvertì la vocazione a farsi
religiosa, ma incontrando l’opposizione del padre; durante la sua
giovinezza Dio la colmò di grandi doni, come fenomeni di estasi e
visioni. Ma questo non le giovò, in quanto fu rifiutata da varie
comunità; nel 1802 a 28 anni, grazie all’interessamento dell’amica Clara
Soentgen, una giovane della borghesia, ottenne alla fine di entrare nel
monastero delle Canonichesse Regolari di S. Agostino di Agnetenberg
presso Dülmen.La vita nel monastero fu per lei molto dura, perché non
della stessa condizione sociale delle altre e questo le veniva fatto
pesare, come pure le si rimproverava di essere stata accolta dietro
insistenti pressioni.

A ciò si aggiunse che soffrì di varie infermità, per le conseguenze di
un incidente patito nel 1805, fu costretta a stare quasi continuamente
nella sua stanza, dal 1806 al 1812.
Quando era una contadina riusciva a tenere nascosti i fenomeni
mistici che si manifestavano in lei, ma nel monastero, un ambiente più
ristretto, ciò non le riusciva, pertanto alcune suore o per zelo o per
ignoranza la fecero oggetto di insinuazioni maligne e sospetti di ogni
genere. Nel 1811 il convento fu soppresso dalle leggi francesi di
Napoleone Bonaparte e le suore disperse; Anna Caterina Emmerick nel 1812
si mise allora al servizio di un sacerdote, emigrato a Dülmen
proveniente dalla diocesi francese di Amiens, don Giovanni Martino
Lambert. Ed in casa del sacerdote verso la fine di quell’anno, i
fenomeni sempre presenti prima, si moltiplicarono e negli ultimi giorni
di dicembre 1812 ricevette le stigmate; per due mesi riuscì a tenerle
nascoste, ma il 28 febbraio 1813 non poté lasciare più il letto, che
diventò il suo strumento di espiazione per i peccati degli uomini,
unendo le sue sofferenze a quelle della Passione di Gesù. Fu sottoposta
ad un’indagine sulle stigmate, sulle sofferenze della Passione e sui
fenomeni mistici che si manifestavano in lei, indagine che confermò la
sua assoluta innocenza e il carattere soprannaturale dei fenomeni.
Si sa che ebbe visioni riguardanti la
vita di Gesù e di Maria, ma soprattutto della Passione di Cristo; ad
esempio fece individuare la casa della Madonna ad Efeso e il castello di
Macheronte nel quale fu decapitato san Giovanni Battista.
È diventato difficile sapere quali visioni furono effettivamente sue,
perché un suo contemporaneo, il poeta e scrittore Clemente Brentano
(1778-1842) le pubblicò facendo delle aggiunte e abbellimenti al suo
racconto, creando così una grande confusione, che pesò fortemente sul
futuro processo di beatificazione. Anna Caterina Emmerick morì a Dülmen
il 9 febbraio 1824, diventando una delle Serve di Dio più conosciute in
Europa. Per l’appartenenza da suora all’Ordine delle Canonichesse
Regolari, i monaci Canonici Regolari di sant’Agostino promossero la sua
causa di beatificazione, che come già accennato subì varie battute di
arresto, interventi di vescovi e dello stesso papa Leone XIII,
coinvolgimenti nelle vicende politiche della Germania, ecc., finché il 4
maggio 1981 ci fu il decreto sull’introduzione della causa.
“Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state
nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di
dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [
di Roma].
Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la
visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche
erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi
molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e
spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad
azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo”. (13 maggio 1820)
“Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano
elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano
danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le
afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata
Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi
un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo… Vidi un grande
rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo”.
“Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non
c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella
chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e
caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che
segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che
sembra dello stesso tipo…”. (12 settembre 1820)
“Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [
a Roma].
Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho
visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli,
santi ed altri cristiani. Ma là [
nella strana chiesa] tutto il
lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la
ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed
opinioni.
C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed
essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un
santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la
sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva,
che disse: “Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la
butteremo a terra””. (12 settembre 1820)
“Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da
solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e
bellissima chiesa… e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella
stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un
libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada
perpetua…
Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale…
La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine
[1].
Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la
sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento
della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò
vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe.
Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando…
[2]“. (12 luglio 1820)
“Vedo altri martiri, non ora ma in futuro… Vidi le sette segrete
minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia
orribile che saliva dal mare… In tutto il mondo le persone buone e
devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in
prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno.
Quando la Chiesa per la maggior parte era stata distrutta e quando
solo i santuari e gli altari erano ancora in piedi, vidi entrare nella
Chiesa i devastatori con la Bestia. Là essi incontrarono una donna di
nobile contegno che sembrava portare nel suo grembo un bambino, perché
camminava lentamente. A questa vista i nemici erano terrorizzati e la
Bestia non riusciva a fare neanche un altro passo in avanti. Essa
proiettò il suo collo verso la Donna come per divorarla, ma la Donna si
voltò e si prostrò [
in segno di sottomissione a Dio; N.d.R.], con la testa che toccava il suolo.
Allora vidi la Bestia che fuggiva di nuovo verso il mare, e i nemici
stavano scappando nella più grande confusione… Poi vidi, in grande
lontananza, grandiose legioni che si avvicinavano. Davanti a tutti vidi
un uomo su un cavallo bianco. I prigionieri venivano liberati e si
univano a loro. Tutti i nemici venivano inseguiti. Allora, vidi che la
Chiesa veniva prontamente ricostruita, ed era magnifica più di prima”.
(Agosto-ottobre 1820)
“Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo
diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici
a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima
di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi,
e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e
la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe
implorare Dio giorno e notte”. (10 agosto 1820)
“La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre,
immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze
pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le
preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è
principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con
sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo
amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo
di mezzo.
Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di
molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di
informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di
iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano
accanto a lui, così che egli potesse avvedersene”.
“Non so in che modo la scorsa notte sono stata portata a Roma, ma mi
sono trovata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e ho visto
tanta povera gente che era molto afflitta e preoccupata perché il Papa
non si vedeva da nessuna parte, e anche per via dell’inquietudine e
delle voci allarmanti in città.
La gente sembrava non aspettarsi che le porte della chiesa si
aprissero; essi volevano solo pregare fuori. Una spinta interiore li
aveva condotti là. Ma io mi trovavo nella chiesa e aprii le porte. Essi
entrarono, sorpresi e spaventati perché le porte si erano aperte. Mi
sembrò che fossi dietro la porta e che loro non potessero vedermi. Non
c’era alcun ufficio aperto nella chiesa, ma le lampade del Santuario
erano accese. La gente pregava tranquillamente.
Poi vidi un’apparizione della Madre di Dio, che disse che la
tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone
devono pregare ferventemente… Devono pregare soprattutto perché la
chiesa delle tenebre abbandoni Roma”. (25 agosto 1820)
“Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale
[3].
San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece
una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori
che volevano entrare. Quella parte della Chiesa che era stata distrutta
venne prontamente recintata… così che l’ufficio divino potesse essere
celebrato come si deve. Allora, da ogni parte del mondo vennero
sacerdoti e laici che ricostruirono i muri di pietra, poiché i
distruttori non erano stati capaci di spostare le pesanti pietre di
fondazione”. (10 settembre 1820)
“Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e
parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di
abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e
dicevano la Messa con molta
irriverenza. Vidi che pochi di loro erano
ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche
degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte
queste cose mi diedero tanta tristezza”. (27 settembre 1820)
“La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare affinché il
Papa non lasci Roma; ne risulterebbero innumerevoli mali se lo facesse.
Ora stanno pretendendo qualcosa da lui. La dottrina protestante e quella
dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in
questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono
a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati.
Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una
grande devastazione”. (1 ottobre 1820)
“Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui
tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di
distruzione – nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli
altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia
forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo
Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo…
Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa
da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in
completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo
cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui
consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era
rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola”.
(4 ottobre 1820)
“Mentre attraversavo Roma con San Francesco e altri santi, vedemmo un
grande palazzo avvolto dalle fiamme, da cima a fondo. Avevo tanta paura
che gli occupanti potessero morire bruciati perché nessuno si faceva
avanti per spegnere il fuoco. Tuttavia, mentre ci avvicinavamo il fuoco
diminuì e noi vedemmo un edificio annerito. Attraversammo un gran numero
di magnifiche stanze, e finalmente raggiungemmo il Papa. Era seduto al
buio e addormentato su una grande poltrona. Era molto ammalato e debole;
non riusciva più a camminare.
Gli ecclesiastici nella cerchia interna sembravano insinceri e privi
di zelo; non mi piacevano. Parlai al Papa dei vescovi che presto
dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma.
Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse
inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose… Era molto
propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo…
La Chiesa è completamente isolata ed è come se fosse completamente
deserta. Sembra che tutti stiano scappando. Dappertutto vedo grande
miseria, odio, tradimento, rancore, confusione e una totale cecità. O
città! O città! Cosa ti minaccia? La tempesta sta arrivando; sii
vigile!”. (7 ottobre 1820)
“Ho anche visto le varie regioni della terra. La mia Guida [
Gesù]
nominò l’Europa e, indicando una regione piccola e sabbiosa, espresse
queste sorprendenti parole: “Ecco la Prussia, il nemico”. Poi mi mostrò
un altro luogo, a nord, e disse: “questa è Moskva, la terra di Mosca,
che porta molti mali”. (1820-1821)
“Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni
di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole
attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso
la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne.
Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa.
Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi
vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora
dormivano oppure barcollavano”. (1 giugno 1820)
“Quelli che vidi credo che fossero quasi tutti i vescovi del mondo,
ma solo un piccolo numero era perfettamente retto. Vidi anche il Santo
Padre – assorto nella preghiera e timoroso di Dio. Non c’era niente che
lasciasse a desiderare nella sua apparenza, ma era indebolito dall’età
avanzata e da molte sofferenze. La testa pendeva da una parte all’altra,
e cadeva sul petto come se si stesse addormentando. Egli aveva spesso
svenimenti e sembrava che stesse morendo. Ma quando pregava era spesso
confortato da apparizioni dal Cielo. In quel momento la sua testa era
dritta, ma non appena la faceva cadere sul petto vedevo un certo numero
di persone che guardavano rapidamente a destra e a sinistra, cioè in
direzione del mondo.
Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava
prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava
precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti
erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e
tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.
In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo
in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto
dai disastri e dalle guerre”. (1820)
“Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non
sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi
vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in
associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema.
Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni
emanate dal Capo della Chiesa e li mantenga in vigore anche se gli
uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano”.
(1820-1821)
.
“Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli
peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni,
contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io
con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero
ritornare ad un animo migliore”. (22 marzo 1820)
“Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che
si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere
accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che
piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma
altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò
che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due
fazioni”. (12 aprile 1820)
“Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i
vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un
luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia
devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora
molte lotte e agitazioni”. (27 gennaio 1822)
“Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno
molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la
battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di
fedeli ne abbatté file intere [
di soldati nemici]. Durante la
battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava
un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti
per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro”.
(22 ottobre 1822)
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano
pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e
stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed
avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni
denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri
progetti”. (22 aprile 1823)
“Vorrei che fosse qui il tempo in cui regnerà il Papa vestito di
rosso. Vedo gli apostoli, non quelli del passato ma gli apostoli degli
ultimi tempi e mi sembra che il Papa sia fra loro.”
“Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto
orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato
assicurato saldamente a delle catene…Dio stesso aveva decretato questo; e
mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un
certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000.
Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a
ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto
prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come
strumenti della vendetta divina.”
“Un uomo dal viso pallido fluttuava lentamente al di sopra della
terra e, sciogliendo i drappi che avvolgevano la sua spada, li gettò
sulle città addormentate, che vennero legate da questi. Questa figura
gettò la pestilenza sulla Russia, l’Italia e la Spagna. Attorno a
Berlino vi era un fiocco rosso e da lì venne in Westfalia. Ora la spada
dell’uomo era sguainata, strisce rosse come il sangue pendevano
dall’impugnatura e il sangue che grondava da questa cadeva sulla
Westfalia
[4]“.
“Gli ebrei ritorneranno in Palestina e diverranno cristiani verso la fine del mondo.”